venerdì 30 gennaio 2009
venerdì 23 gennaio 2009
Il Podere la Fonte vi presenta la Vigna Maritata
“La vigna maritata”monumento della civiltà contadina.Una vigna tipica del paesaggio toscano di una volta dove le viti si avvitavano su sostegni "viventi" senza bisogno di fili di ferro, plastica e cemento. L'orniello, l'acero campestre, il salice, la ginestra fanno parte delle piante che sostengono questo matrimonio.
La "presa" terreno eletto del matrimonio fra la vite e il "chioppo".
Le ”prese” fanno parte di una tecnica colturale del passato. Le prese con le viti maritate dominavano il paesaggio agrario sino a pochi anni fa’ ma ormai sono una rarità da preservare come in museo a cielo aperto. Un antico circuito agronomico di produzione che ottimizza il lavoro, la salvaguardia della fertilità del terreno e procura cibo agli animali ed all'uomo che a loro volta fertilizzano il terreno.
A gennaio iniziano le operazioni annuali nella vigna con le potature. I tralci vengono recuperati tagliandoli in misura adatta ad essere legati in fascine utili per l’accensione del fuoco e per il forno a legna.
Altro momento importante è la preparazione dei materiali utilizzati nel creare il sostegno ai nuovi getti della vite. Dai rami dei salici viene preparato il ”salcio”previa accurata scelta e pulizia in base alla dimensione necessaria per legare i supporti lignei quale l’orniello e le canne, alla vite e ai chioppi. Il ginepro era un legname pregiato usato nelle vigne assieme all’orniello. Con i rami più grossi dei salci il “Gamba” ricava grandi ceste che si utilizzano per trasportare l’erba per i “coniglioli”, fieno….
Nel canneto verranno poi tagliate le canne.
Le foglie del "chioppo" in vegetazione venivano utilizzate anche per l'alimentazione del bestiame in stalla. Nelle prese i ceci seminati fra le viti procurano cibo per l’uomo e l’azoto dalle radici delle piante arricchisce il terreno.
“La vigna maritata”monumento della civiltà contadina.Una vigna tipica del paesaggio toscano di una volta dove le viti si avvitavano su sostegni "viventi" senza bisogno di fili di ferro, plastica e cemento. L'orniello, l'acero campestre, il salice, la ginestra fanno parte delle piante che sostengono questo matrimonio.
La "presa" terreno eletto del matrimonio fra la vite e il "chioppo".
Le ”prese” fanno parte di una tecnica colturale del passato. Le prese con le viti maritate dominavano il paesaggio agrario sino a pochi anni fa’ ma ormai sono una rarità da preservare come in museo a cielo aperto. Un antico circuito agronomico di produzione che ottimizza il lavoro, la salvaguardia della fertilità del terreno e procura cibo agli animali ed all'uomo che a loro volta fertilizzano il terreno.
A gennaio iniziano le operazioni annuali nella vigna con le potature. I tralci vengono recuperati tagliandoli in misura adatta ad essere legati in fascine utili per l’accensione del fuoco e per il forno a legna.
Altro momento importante è la preparazione dei materiali utilizzati nel creare il sostegno ai nuovi getti della vite. Dai rami dei salici viene preparato il ”salcio”previa accurata scelta e pulizia in base alla dimensione necessaria per legare i supporti lignei quale l’orniello e le canne, alla vite e ai chioppi. Il ginepro era un legname pregiato usato nelle vigne assieme all’orniello. Con i rami più grossi dei salci il “Gamba” ricava grandi ceste che si utilizzano per trasportare l’erba per i “coniglioli”, fieno….
Nel canneto verranno poi tagliate le canne.
Le foglie del "chioppo" in vegetazione venivano utilizzate anche per l'alimentazione del bestiame in stalla. Nelle prese i ceci seminati fra le viti procurano cibo per l’uomo e l’azoto dalle radici delle piante arricchisce il terreno.
giovedì 8 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
Befana...ultimo giorno di festa.
Freddo intenso, cielo grigio.

Le cinciarelle cercano cibo vicino alla casa. I gatti dormono al caldo della caldaia a nocciolino che stiamo "sperimentando" da ormai due anni. Dalla nuova settimana inizieremo le opere per l'impianto fotovoltaico che abbiamo preso la decisione di installare grazie anche alla spinta dei contributi finanziari offerti l'anno scorso che ci hanno permesso di affrontare finanziariamente un progetto che da anni avevamo nel cassetto. Auspichiamo che la tecnologia sia ormai consolidata, l'impegno finanziario è grande per una minuscola azienda agricola come la Fonte.
Freddo intenso, cielo grigio.
Le cinciarelle cercano cibo vicino alla casa. I gatti dormono al caldo della caldaia a nocciolino che stiamo "sperimentando" da ormai due anni. Dalla nuova settimana inizieremo le opere per l'impianto fotovoltaico che abbiamo preso la decisione di installare grazie anche alla spinta dei contributi finanziari offerti l'anno scorso che ci hanno permesso di affrontare finanziariamente un progetto che da anni avevamo nel cassetto. Auspichiamo che la tecnologia sia ormai consolidata, l'impegno finanziario è grande per una minuscola azienda agricola come la Fonte.
Buon anno 2009 a tutti.....anche se funestato dalla terribile situazione a Gaza che ci affligge per la sofferenza che la guerra impone ai popoli che la vivono.
Etichette:
impianto fotovoltaico,
Inverno 2009
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